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PASSATO STORICO
Bari  22/05/2008
Abstract PAOLO BARBATO
"...Esaminando un edificio storico, il colore è l’elemento di finitura per eccellenza: è la veste, il velo di risalto dell’architettura. Esso caratterizza, al pari della struttura, l’edificio stesso..."
E’ stata poi la volta di volgere un attento sguardo al passato ed alle problematiche relative alla sua salvaguardia. Sul tema, ha svolto la propria relazione l’arch. Paolo Barbato, dirigente della Soprintendenza per i Beni Architettoinci e il Paesaggio per il Comune di Roma e Provincia, hce ha portato soprattutto il proprio contributo di esperienze in alcuni interventi importanti realizzati nella capitale. "L’interesse a determinare l’aspetto cromatico originario di un edificio storico è un argomento di grande interesse - ha detto Barbato - La finitura superficiale non è soltanto un mero effetto decorativo, infatti, ma individua, nelle sue diverse colorazioni e finiture, l’assetto stilistico della fabbrica; ricompone l’idea progettuale originale dell’architetto-costruttore, contribuendo a facilitare la lettura dei diversi piani e a sottolinearne la funzionalità dei diversi elementi costruttivi. Il colore: è l’elemento di finitura per eccellenza, il colore è la veste, il velo di risalto dell’architettura. Esso caratterizza, al pari della struttura, l’edificio storico; quello che interagisce con l’ambiente circostante determinandone il risalto, l’equilibrio o il contrasto". "L’operatore che si accinge ad un’attenta lettura critica e storica dell’architettura - ha proseguito Barbato - non può dunque prescindere da quest’importante elemento che, riportato su scala urbana in ambito della città storica, contribuisce a ricostruire il senso coloristico ed emozionale dell’ambiente storicizzato. Il colore è, come noto, l’elemento di maggiore deperibilità tanto da essere definito da alcuni trattatisti moderni come "superficie di sacrificio". Questa estrema deperibilità del pigmento ha sempre comportato l’esigenza di eseguire continue manutenzioni delle superfici esterne che hanno spesso indotto al rifacimento degli intonaci stessi, con il conseguente mutare non solo dei colori ma spesso degli stessi rapporti cromatici tra gli elementi stilistici del monumento. Di fronte ad un’azione di restauro di una superficie storicizzata, proviamo ad individuare un percorso conoscitivo che ci permette la verifica e l’indagine dei colori originali di un edificio storico che ha subito, nei secoli, successive manutenzioni che ne hanno modificato l’assetto cromatico. Queste indicazioni di metodo potremmo anche definirle: le variabili in gioco per la definizione dell’intervento di restauro sulle superfici dipinte..."